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PRODOTTI commercio equo Solidale
Il commercio equo si basa sui seguenti criteri:
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Pagare il giusto prezzo definito dai produttori stessi sulla base del costo delle materie prime, della giusta remunerazione del lavoro svolto e di un premio destinato a progetti di sviluppo decisi dagli stessi produttori
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Fornire ai produttori più svantaggiati un prefinaziamento che gli consenta di sostenere i costi di produzione, senza essere costretti ad indebitarsi
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Creare una collaborazione tra l'importatore e il produttore durevole e basata sul rispetto e sulla collaborazione reciproca
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L'importazione dei prodotti è la più diretta possibile al fine di evitare intermediari costosi, ciò che permette di rimunerare meglio gli artigiani e i produttori
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I produttori rifiutano sistematicamente lo sfruttamento del lavoro, in particolare rispettano le convenzione intenazionali sui diritti dell'infanzia e dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro
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La produzione avviene nel rispetto dell'ambiente privilegiando e promuovendo produzioni biologiche e processi produttivi e distributivi a basso impatto ambientale
Dall'umanitario al solidale
Il concetto di commercio equo e solidale nasce alla fine degli anni Cinquanta grazie all'opera della fondazione olandese SoS Werldhandel, di ispirazione cattolica, e alla ONG inglese Oxfam che per prima si rese conto dell'importanza di trovare uno sbocco commerciale diretto per i piccoli produttori del sud del mondo. Sul piano politico, la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, nel 1964, lancia il principio del "Trade not Aid - Commercio non Aiuti" aprendo lo spazio a esperienze di scambi commerciali privilegiati tra il Sud e il Nord. Nel 1969 apre in Olanda la prima "Bottega del Mondo", con un'offerta di prodotti alimentari e di artigianato. La tappa successiva è la creazione voluta da FranciscoVan Der Hoff, nel 1988 del marchio Max Havelaar, nome che evoca l'eroe di un celebre romanzo olandese del XIX secolo che già denunciava le inuguaglianze commerciali tra l'Indonesia e l'Olanda, con una dura critica allo sfruttamento delle popolazioni indigene da parte dei paesi del nord. In concomitanza con la creazione del logo di Max Havelaar si registra una diffusione dei prodotti del commercio equo, prima nei paesi del nord Europa, poi anche nel sud Europa. In Italia la prima bottega, "Dritte Welt Landen"ancora oggi attiva, apre a Bressanone agli inizi degli anni ottanta.
Oggi il commercio equo coinvolge più di un milione di famiglie di artigiani e contadini in oltre cinquanta paesi. Le botteghe che vendono i prodotti del commercio equo sono circa 3000, in Italia oltre 500. |